Carissime/i,
Il cammino quaresimale è ormai inoltrato. Il Vangelo della V domenica ci presenta ancora la sconfinata misericordia del Signore, che non condanna ma invita a vita nuova.
– Il 5 e 6 aprile si celebrerà il Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità: pregheremo perché tutti gli ammalati possano ricevere le cure adeguate e avere accanto persone dotate di capacità professionale, di compassione e misericordia.
– sabato 5, in chiesa grande, ore 11.00, S. Messa dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
– Domenica 6, ore 17.00, ultima catechesi di Quaresima di Don Antonio Nora, che ringraziamo per la sua profondità e precisione di dottrina.
– E’ opportuno continuare la lettura del Documento che vi ho inviato tempo fa: la Lettera circolare PASCHALIS SOLEMNITATIS sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali, fino al terzo capitolo, compreso.
Buona settimana. Deo gratias.
sr. Milvia
- I lettura: Is 43,16-21
Ecco, io faccio una cosa nuova
e darò acqua per dissetare il mio popolo. - Salmo responsoriale: Sal 125
Grandi cose ha fatto il Signore per noi. - II lettura: Fil 3,8-14
A motivo di Cristo, ritengo che tutto sia una perdita,
facendomi conforme alla sua morte. - Vangelo: Gv 8,1-11
Chi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei
DALLA LITURGIA …
«Ecco, io faccio una cosa nuova» (Is 43,19). La quinta sosta di Quaresima ci conduce nel
tempio dove mentre Gesù sta insegnando “un plotone di esecuzione” conduce una
giovane peccatrice. Il tempio, casa di preghiera, diviene aula di tribunale in cui, insieme
alla donna, è imputato anche Gesù. Questi uomini “letteralmente fedeli alla legge di Mosè”
vogliono verificare da che parte sta questo giovane rabbi: «Tu che ne dici?». Il loro cuore è
indurito come le pietre che stringono tra le mani, ma Gesù trova una strada per
raggiungere anche loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».
… ALLA VITA
Gesù fa «una cosa nuova» e ci invita a entrare in questa novità. Egli non cristallizza le
persone nei loro peccati, ma va oltre quello che è stato, vede le possibilità, il suo sguardo
apre alla speranza: «d’ora in poi non peccare più». Dio è sorpresa, creatività, ci rinnova
continuamente, forse “non ce ne accorgiamo?”. Non esistono ostacoli per Dio, se non
quelli che noi stessi poniamo, con le pietre che restano nelle nostre mani e i macigni che
pesano sul nostro cuore. In questo tempo favorevole disarmiamo i pensieri, rialziamoci e
viviamo con i piedi per terra e lo sguardo sulla sua azione fedele che non elimina il male (il
mare, il deserto: cf. Is 43,16.19) ma apre sempre una strada. Nell’angolo della preghiera,
vicino alla Bibbia mettiamo una pietra che ci ricordi il perdono continuamente ricevuto da
Dio, ma che sia anche monito per non giudicare i fratelli e invito a perdonare.
PREGHIERA IN FAMIGLIA
Si legge Gv 8,1-11. Dopo una breve pausa di silenzio si prega con queste parole:
«Dio di bontà, che rinnovi in Cristo tutte le cose, davanti a te sta la nostra miseria: tu che ci hai
mandato il tuo Figlio unigenito non per condannare, ma per salvare il mondo, perdona ogni nostra
colpa e fa’ che rifiorisca nel nostro cuore il canto della gratitudine e della gioia» (dalla Liturgia).
“SONO RESTATI DUE SOLTANTO: LA MISERIA E LA MISERICORDIA” (S. Agostino)
A dover essere rinnovata non è soltanto la nostra esistenza ma anche il nostro cuore duro
che, come quello di scribi e farisei, condanna il peccato degli altri senza riconoscere il
proprio. La mano pronta a scagliare la pietra deve convertirsi in una mano che sa
battersi il petto per riconoscere le proprie colpe. E anziché andarsene altrove, occorre
avere il coraggio di andare da Gesù e di lasciarci trovare in lui. Avevano condotto la donna
da Gesù perché la giudicasse, condannandola; ora dobbiamo tutti noi chiedere a questa
donna di condurci da Gesù, perché lui perdoni e salvi anche noi, come ha perdonato e
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