Carissime/i,
In allegato trovate il testo della preghiera, preparata da Casa Madre, che faremo insieme venerdì prossimo. Non è la Via Crucis tradizionale con le 14 stazioni, ma una meditazione sulle sette parole di Gesù in croce. E’ in due formati: foglio normale A4 e come fascicolo. Chi verrà in Chiesa Grande troverà il testo che potrà tenere e portare a casa, potrebbe servire anche come meditazione giornaliera sulla Passione di Gesù (la dolorosa).
Allego anche brevi note sul Catecumenato, ricorderemo i catecumeni che nella Veglia Pasquale riceveranno il Battesimo.
Deo gratias.
sr. Milvia
IL CAMMINO DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA
LA PEDAGOGIA FORMATIVA DELLA QUARESIMA
La Quaresima è presentata dalla liturgia quale
“tempo favorevole”, periodo propizio per
ritornare a Dio o diventare cristiani. Fin dai
primi secoli fu preoccupazione della Chiesa
disporre un periodo la cui durata e le cui tappe
segnassero l’importanza del cammino di
conversione e di quello dell’iniziazione
cristiana. Quest’ultimo, che prese forma tra la
fine del II e gli inizi del IV secolo, era destinato
ai cosiddetti catecumeni, ovvero “coloro che
venivano istruiti” per essere ammessi ai
sacramenti della fede: Battesimo,
Confermazione, Eucaristia.
Il Catecumenato antico era scandito da quattro
tappe con denominazioni e forme diverse secondo
le Chiese particolari, pur con caratteristiche comuni:
- il pre-catecumenato,
- il catecumenato vero e proprio,
- la purificazione e l’illuminazione,
- la catechesi mistagogica, con la spiegazione del significato dei segni liturgici e
l’inserimento nella vita della comunità. Le domeniche di Quaresima seguivano questo
cammino di istruzione dei catecumeni attraverso precisi brani del Vangelo e l’utilizzo di
immagini bibliche che anticipavano il senso dei sacramenti. Questo aspetto liturgico è
quello più profondo, poiché il cristiano è colui che segue e vive intensamente la parola del
Signore per crescere nella maturità della fede. Infatti, come recita l’antico detto «Cristiani
non si nasce, si diventa», l’istituzione del Catecumenato si interpreta come esperienza
fondamentale per la vita di fede e mette in luce il costante compito missionario-
evangelizzatore della Chiesa. Pertanto, l’antica prassi del Catecumenato, pur così lontana
nel tempo, non perde la sua validità e importanza, specie in ordine all’esigenza attuale di
una pedagogia formativa attraverso la conoscenza della Scrittura, l’istruzione
catechetica e la liturgia come celebrazione della fede.
LE PRIME TAPPE DEL CATECUMENATO
L’intero percorso del Catecumenato si
contraddistingue per la sua pedagogia che esprime il
dinamismo proprio della fede. La suddivisione in
tappe suggerisce l’immagine di un itinerario
orientato, definito e progressivo, la cui finalità è
quella di favorire una reale esperienza di fede. La
prassi antica, così mirata, mostra il suo intento
formativo insieme alla sua esemplarità ed efficacia:
già la durata del tempo di preparazione al
ricevimento dei sacramenti risulta opportuna, così come
i contenuti esprimono le verità di fede da professare. A
sostegno di questo cammino propedeutico si affianca la
vivacità della comunità cristiana nel trasmettere la fede mediante l’insegnamento dei
catechisti e dei pastori. I sacramenti, infatti, non riguardano solo chi li riceve, poiché
l’ingresso di nuovi membri nella comunità ecclesiale arricchisce tutte le sue membra,
permettendo che il Vangelo si diffonda come esperienza condivisa. Le prime due tappe del
Un momento del rito di ammissione al
Catecumenato. Tutta la comunità cristiana è
invitata a circondare i catecumeni con il suo
affetto e assisterli con il suo aiuto.
I catecumeni ricevono il segno della
croce sulla fronte, segno dell’amore
e della vittoria di Cristo.
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cammino dell’iniziazione cristiana sono quelle del pre-catecumenato e del Catecumenato vero e proprio. I passaggi (gradini) di queste due tappe prevedono rispettivamente l’ingresso nel Catecumenato del richiedente dopo un esame (scrutinio) sulle sue motivazioni e disposizioni, un periodo di formazione e di prova seguito da una nuova verifica sull’autenticità della conversione del catecumeno e sull’apprendimento della fede.
Questi “gradini” e i previsti “scrutini” servivano non solo ai candidati, ma anche all’intera comunità che così poteva approfondire con loro il mistero di Dio che è alla radice della comunione. Il percorso di queste due prime tappe (con i riti della ammissione e della elezione) si propone dunque come occasione “favorevole” per tutti, poiché la fede è un dono che deve accrescersi nella sua conoscenza, nella responsabilità di trasmetterla nella sua integrità e nella testimonianza credibile.
CATECUMENATO: MODELLO PER L’OGGI
Le ultime due tappe del percorso del Catecumenato sono dedicate al conferimento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana degli adulti e alla spiegazione del significato dei segni liturgici che li accompagnano. Precedute da un tempo di orientamento alla fede, nella Chiesa dei primi secoli la celebrazione dei sacramenti avveniva nella solenne Veglia pasquale, seguita dalla catechesi mistagogica che copriva l’Ottava di Pasqua. La struttura dell’iniziazione cristiana si sviluppa in epoca post-apostolica (inizi III – metà IV secolo), mentre dal VI secolo scompare gradualmente per diversi fattori, tra cui il conferimento del battesimo ai bambini. Solo in tempi recenti il Catecumenato degli adulti riprende vita grazie all’opera dei missionari nel XIX secolo.
Il Concilio Vaticano II ne stabilisce la restaurazione, indicando il quadro complessivo dell’iniziazione, ovvero come periodo di «formazione a tutta la vita cristiana e tirocinio debitamente esteso nel tempo, mediante i quali i discepoli vengono in contatto con Cristo, loro maestro» (decreto Ad gentes, 14). Il rituale specifico ha il nome di Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti (RICA), nel quale i tre sacramenti dell’iniziazione sono strettamente connessi per significare l’unità del mistero pasquale e la sua centralità per la vita cristiana.
Il percorso catecumenale non si esaurisce, dunque, in alcune tappe, ma è propedeutico a un cammino di fede che deve rimanere costante nei giorni che lo seguono. Opportuna risulta
così una pastorale mirata a mantenere vivo il dinamismo della continua conversione alla quale sono chiamati tutti i discepoli di Cristo.
Il modello suggerito dall’antica prassi, già riproposto in diverse realtà ecclesiali, resta una preziosa opportunità per quanti, già battezzati, necessitano di un rinnovato annuncio cristiano (siano essi giovani o adulti) e per l’intera comunità chiamata a trasmettere e a condividere la fede.
Da articoli di don Giuseppe Militello
A cura di sr. Milvia